ZES Unica 2026: aliquote fino al 70% e prossime scadenze per il credito d’imposta 

ZES Unica 2026, via alle domande dal 31 marzo con budget da 2,3 miliardi: ecco le aliquote maggiorate fino al 70% per Taranto e Sulcis e i nuovi obblighi di certificazione.
La ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno) entra nella fase operativa del 2026 con una dotazione finanziaria di 2,3 miliardi di euro destinata a sostenere gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno. La Legge di Bilancio ha ridisegnato il perimetro dell’agevolazione introducendo scadenze rigide per la prenotazione delle risorse e vincoli di mantenimento dei beni più stringenti rispetto al passato per le imprese che investono in Abruzzo, Marche, Umbria, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Scadenze ZES Unica 2026 per la prenotazione fondi

Il meccanismo di accesso abbandona la logica del “click-day” per passare a un sistema a doppia finestra basato sulla prenotazione preventiva. Il Provvedimento del 30 gennaio 2026 ha fissato due termini perentori.

Comunicazione Preventiva: invio dal 31 marzo al 30 maggio 2026. Le imprese devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’importo delle spese ammissibili previste per l’anno in corso;
Comunicazione Integrativa: invio dal 3 gennaio al 17 gennaio 2027

Aliquote massime e maggiorazioni Taranto Sulcis

L’intensità dell’aiuto varia in base alla regione del Mezzogiorno e alla dimensione aziendale, con un investimento minimo di 200.000 euro e un tetto massimo di 100 milioni per progetto. Oltre alle percentuali standard, il 2026 conferma le maggiorazioni per le aree Just Transition Fund di Taranto e del Sulcis.

Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: 40% Grandi, 50% Medie, 60% Piccole imprese;
Basilicata, Molise e Sardegna: 30% Grandi, 40% Medie, 50% Piccole imprese;
Abruzzo, Marche e Umbria: 15% Grandi, 25% Medie, 35% Piccole imprese;
Taranto e Sulcis: aliquote maggiorate al 50% Grandi, 60% Medie e 70% Piccole imprese.

Beni agevolabili e vincolo di mantenimento quinquennale

L’agevolazione copre gli investimenti facenti parte di un progetto iniziale di insediamento o ampliamento nel territorio della ZES Unica. Sono ammissibili le spese per:

  • macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • terreni e immobili strumentali all’investimento nel limite del 50% del valore complessivo.

È previsto un vincolo di mantenimento rigoroso per evitare comportamenti speculativi. I beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello di acquisizione e devono restare destinati alla struttura produttiva nel Mezzogiorno per almeno 5 anni (3 anni per le PMI). Il mancato rispetto di questo termine comporta la revoca totale del beneficio indebitamente fruito.

Novità in Agricoltura e differenze nel calcolo del reddito

Per il settore primario esiste una differenza sostanziale nei requisiti di accesso rispetto alle altre imprese. L’Agenzia delle Entrate (Risp. n. 25/2026) ha chiarito che il credito d’imposta spetta anche alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che determinano il reddito su base catastale.

A differenza della generalità delle imprese che devono produrre bilanci o scritture contabili ordinarie, gli agricoltori possono accedere al bonus anche in regime di contabilità semplificata o con reddito agrario, purché rispettino i requisiti oggettivi dell’investimento e utilizzino il quadro specifico del modello di domanda.

Obbligo di certificazione e nuovo modello di domanda

La procedura prevede l’utilizzo esclusivo del canale telematico. La domanda va presentata utilizzando il nuovo modello di comunicazione aggiornato con il Provvedimento del 30 gennaio 2026, indicando se si tratta di investimenti in zone ZES ordinaria o ZES Sisma.

Per sbloccare l’utilizzo del credito in compensazione non basta la fattura elettronica. L’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza alla documentazione contabile devono essere certificati da un revisore legale dei conti o da una società di revisione iscritta nel registro. Senza questa attestazione ufficiale il credito non può essere utilizzato.

Il credito d’imposta ZES è cumulabile con altre misure come il bonus assunzioni ZES, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.