R&S e Innovazione

Incentivi per spesa privata in R&S e innovazione
È disponibile anche nel 2025 il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

La misura, un tax credit pari al 20%, 15%, 10% o al 5%, si pone l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti.

In IRD vi spieghiamo come funziona il credito d’imposta ricerca e sviluppo, a chi spetta, come richiederlo nel 2025 e a quali spese si riferisce.

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica è un aiuto rivolto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza o dalla loro dimensione.

Confermato fino al 31 dicembre 2025 per alcuni comparti e fino a fine 2031 per altri, è fruibile in una percentuale del 5%, 15%, 10% o 20%, a seconda dei settori di investimento.

Scopo dell’agevolazione è sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in ricerca e sviluppo, nonché in innovazione tecnologica, imprese 4.0 e transizione green. Può essere richiesto quindi per tre tipologie di investimenti:

  • per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico;
  • per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  • per le attività di design e ideazione estetica.

La misura usa le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Questo tax credit, si precisa infine, esiste anche nella sua forma maggiorata, con l’aliquota fino al 45% per le imprese del Sud, come vi spieghiamo in questa guida.

Ma vediamo tutti i dettagli su come funziona e a chi spetta.

A CHI SPETTA

Il credito d’imposta si rivolge a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Vale indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali dell’impresa richiedente.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese: 

  • in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale;
  • destinatarie di sanzioni interdittive.

COME FUNZIONA

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è utilizzabile dai beneficiari in compensazione in tre rate annuali di uguale ammontare.

Una volta presentata domanda e ottenuto l’ok ministeriale, il credito d’imposta ricerca e sviluppo può essere usato indicandolo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Il credito è utilizzabile presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il codice tributo da usare è “6857” per “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, d.l. 23 Dicembre 2013, n. 145”.

Questo credito non influisce sulla formazione della base imponibile dell’IRPEF o IRES, né incide sul calcolo del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.